La magistratura dà l’ok alla sostituzione del tubo Iplom causa dello sversamento
Via alla sostituzione del tubo Iplom che si è bucato lasciando uscire tra 5 e 700 metri cubi di greggio il 17 aprile scorso. Per i lavoratori dell’azienda (252 dei quali 240 in cassa integrazione a rotazione a zero ore da quando, il 6 maggio, l’impianto è stato definitivamente spento) un piccolo passo avanti per la ripresa dell’attività, ma la strada è ancora molto lunga. La magistratura che sta indagando sullo sversamento ha dato il via libera dopo un sopralluogo con i tecnici. Il tubo (che è lungo 30 metri) darà tagliato a pezzi e inviato all’Università che lo analizzerà per capire cosa veramente ha causato la sua rottura e le sue condizioni generali e nel frattempo si potrà sostituirlo. Non sarà facile perché parte delle tubolature sono interrate e, nella parte più bassa, ancora piene di petolio grezzo. Bisognerà evitare in ogni modo il rischio di nuovi sversamenti. Non basteranno questi lavori a far riprendere l’attività della raffineria di Busalla, che senza tubi non può essere approvigionata. L’azienda dovrà sostituite anche gli altri 19 punti considerati a rischio di rottura.



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